Ducato di Milano in “Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi et Fabricati” , Duisburg, 1644.
Leonardo da Vinci, Il traghetto tra Vaprio e Canonica, Windsor, Royal Library c. 1511-1513. RL 12400
Leonardo da Vinci, Fiume e valle dell’Adda, Windsor, Royal Library c.1511-1513 RCIN 912398

Perché il Ducato di Milano

A Milano e nel suo Ducato Leonardo rimane 18 anni, il periodo più lungo della sua vita. E che periodo! Al suo arrivo, tra la primavera e l’estate del 1482, Milano è una delle poche città in Europa a superare i centomila abitanti. È al centro di una regione all’avanguardia in campo agricolo e produttivo.

La città lo affascina per per la sua apertura alle novità scientifiche e tecnologiche, per la presenza di un personaggio come Ludovico il Moro desideroso di “cose nove” e per questo dei migliori artisti, poeti, musici, filosofi, ingegneri allora disponibili.

Nel 1485 entra nella cerchia di Ludovico il Moro, per il quale progetta sistemi d’irrigazione, dipinge ritratti, appronta scenografie per feste di corte.

Conclusa la Vergine delle Rocce approfondisce il genere del ritratto legato ai “moti dell’animo”, ovvero agli aspetti psicologici. Una delle prime prove è il Ritratto di musico, seguito dalla famosissima Dama con l’ermellino ovvero Cecilia Gallerani amante del Moro e dalla cosiddetta Belle Ferronnière, dama legata alla corte sforzesca.
Con L’Ultima Cena apre le porte alla “maniera moderna”.

Nel 1498 riceve da Ludovico il Moro una vigna proprio di fronte a Santa Maria delle Grazie. Per Leonardo è la prima ed unica proprietà avuta in vita.

A Milano e nel suo Ducato che allora si spingeva fino a Locarno e Parma, Leonardo viaggia, incontra gli ingegneri e le maestranze ducali. Osserva, annota, sperimenta, suggerisce. Dal sistema dei Navigli e delle conche, dai canali di irrigazione, ai mulini. Disegna e propone soluzioni urbanistiche all’avanguardia per realizzare il sogno della Città Ideale.

Leonardo da Vinci, Distanze tra Milano, Binasco, Pavia, Lodi. Codice Atlantico, f.9608v.